In giro per le Egadi, a caccia di biodiversità

 Tra le rupi assolate e gli arbusti battuti dal vento delle Egadi cresce una pianta rara, discreta, ma fondamentale: il Cavolo delle Egadi (Brassica macrocarpa).

Si tratta di una specie endemica, oggi presente solo a Favignana e Marettimo.
Da Levanzo è scomparsa già all’inizio del secolo scorso: un dato che dice molto, senza bisogno di troppe spiegazioni. Gli equilibri naturali sono fragili, e perdere biodiversità è fin troppo facile, spesso senza nemmeno rendercene conto.
La Brassica macrocarpa cresce all’ombra di rupi e arbusti, adattandosi a condizioni ambientali estreme, e presenta una fioritura precoce, una caratteristica che la rende ancora più vulnerabile ai cambiamenti climatici e alle pressioni antropiche.

👉 È per questo che attività come
• la raccolta dei semi,
• l’individuazione delle colonie,
• il monitoraggio costante delle popolazioni
non sono semplici esercizi scientifici, ma azioni concrete di conservazione.
Piccoli gesti che, messi insieme, fanno davvero la differenza e contribuiscono a salvaguardare la biodiversità delle nostre isole.

Proteggere una pianta non significa solo salvare una specie:
significa difendere una storia evolutiva, un paesaggio, un’identità.

Ed è proprio per questo che ho ritenuto importante dare la mia disponibilità al
Progetto COUSIN – Utilizzazione e Conservazione delle parentali selvatiche per un’agricoltura sostenibile,
insieme alla Facoltà di Agraria dell’Università di Catania, che da anni studia e monitora queste specie di valore inestimabile.

Sta a noi decidere se vogliamo ascoltarle… o perderle per sempre

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